29 Luglio 2011

EICA "anno 0": luci e ombre

Primo atto senza il mondo dei motori e forte delle novità di diverse eccellenze italiane. Tuttavia poco pubblico e scarsa comunicazione dell'evento


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servizio speciale di Gabriele Pezzaglia
 MILANO - L'EICA torna a "vivere" da sola. Una scelta precisa quella di Confindustria ANCMA ed EICMA. Basta condivisione di strategie e spazi con il mondo delle due ruote a motore. Il salone milanese torna ad essere a se stante, e lo fa dal 23 al 25 luglio nella vecchia. 
Da sabato a lunedì, presso la Fiera di Milano. Una scelta condivisa e apprezzata, sostenuta, anche se non da tutte le aziende del settore, ma da molti, in particolare dai visitatori. Su questo in linea di massima non ci piove. «Meglio soli, senza le moto, questa è la strategia giusta, avanti così», fa sapere Simona Santini, del celebre maglificio sportivo che porta il suo cognome. In linea di massima tutti d'accordo, anche se per Cristiano De Rosa: «Bici e moto possono condividere. Chi va in moto non può andare in bicicletta?». Una voce fuori dal coro quella di De Rosa, ma pur sempre pesante, vista l'autorevolezza della sua azienda, ma la "linea Santini" sembra andare per la maggiore. Tuttavia se sul discorso 
di continuare senza moto e sul fatto che fine luglio possa essere una data nuova, molti sono stati i dubbi, i punti interrogativi, anche le polemiche. Innanzitutto le aziende un denominatore comune fra aziende e visitatori, e anche per la stampa accorsa comunque numerosa, vuoi quella specializzata con gli stand, vuoi quella per i saluti di rito di inizio fiera: c'è stata poca promozione, comunicazione, pubblicità dell'evento organizzato troppo velocemente.
 Troppo poco e troppo poca la gente accorsa. E a dire la verità non erano nemmeno ingenti gli spazi, dal momento che vi era solo il padiglione con ingresso da Porta Teodorico. Vabbè, unica consolazione è il fatto di essere all'edizione "zero", ma è necessario correre ai ripari per la prossima edizione vista la scarsità delle aziende presenti. Anche marchi importanti italiani erano assenti: un dualismo con la fiera di Padova? Probabile, ma questa è un'altra storia. Durante la conferenza iniziale si sono snocciolati dati, non proprio entusiasmanti. Il mercato della bici nel 2010 ha vissuto una stagione difficile e ha registrato 1.771.000 pezzi venduti pari al – 7%, ma bisogna considerare il fatto che lo scorso anno il settore ha potuto contare sugli incentivi del Governo. L'Italia è il paese che in Europa esporta il maggior numero di biciclette (1.534.000 nel 2010 con un incremento del 5,4% rispetto al 2009). Nel 2010 i costruttori hanno prodotto 2.489.000 biciclette registrando una flessione del -4% rispetto al 2009. «Torniamo a proporre - afferma Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA ed EICMA - il pianeta bici senza i motori, convinti della bontà dell'iniziativa. L'eccellenza italiana è stata l'anima del salone e noi vogliamo riuscire a portarla anche in strada. EICA è un primo passo per una serie di progetti che ci vedranno impegnati in promozione, tutela e azioni concrete». LE NOVITA' Bianchi, Carrera, Colnago; De Rosa, Fsa, Kuota, Olmo, Montante Cicli, Santini Maglificio Sportivo, Shimano, Moa Sport e tanti altri marchi di biciclette e accessori al salone. Presentate le novità. Per Shimano è l’Ultegra Di2 6770. Un cambio elettromeccanico, che si propone come estensione verso una gamma più accessibile al pubblico del famoso cambio elettromeccanico Dura ACE. Qualche materiale meno pregiato, qualche grammo in più ma sempre con la stessa precisione e affidabilità: questi gli elementi che ne fanno un cambio elettromeccanico più alla portata di tutti. Si cambia con due dita, senza sforzo e con la massima precisione. Per De Rosa  invece una nuovissima gamma di bici da città di alto profilo chiamata Milanino, nuovo Telaio KING RS e nuova De Rosa 838 invece le punte di diamante. Un terzo stand ha riscontrato successo: stiamo parlando di Bianchi. Isaia Spinelli parla di: «Spirito innovativo, giovane, nonostante 126 anni di storia leggendaria. Novità nelle reti vendita, non solo nei prodotti, uno spirito nuovo, più dinamico. E poi, dopo i successi con l'Androni fra i professionisti, lavoriamo ad un team che porta il nostro nome». Sono Oltre e Sempre i fiori all'occhiello della mitica celeste. Lo stand più lussuoso era senza dubbio quello griffato Colnago, fresco dei poster della maglia gialla, fino alla terz'ultima tappa del Tour de France, Thomas Vockler. Fra le bici prestigiose ecco la CF8, questo il nome che attesta l’ottava creazione di Colnago for Ferrari, è un piccolo gioiello alto di gamma, montata con il massimo della componentistica. Manubrio, sella, ruote con tubolari: tutto in fibra di carbonio che garantisce il peso di 6,8 chili come da regolamento sportivo. E’ equipaggiata con un gruppo cambio elettromeccanico. Ma la novità assoluta, pronta a lasciare senza fiato, è la batteria invisibile perché alloggiata nel telaio. Ancora top secret i dettagli sulla livrea. Alessandro Colnago, nipote di Ernesto la "leggenda", allo stand. Abbiamo orecchiato mentre parlava "fuori campo" con un visitatore, sostenendo che le aziende sono venute a conoscenza troppo tardi della fiera. Giusto. Parole sagge. Uno dei problemi citati sopra centrato in pieno. Schietto e brillante questo Alessandro, tutto suo nonno.