05 Settembre 2011

Colnago per 4.000 eroi

Tempo inclemente per la 7ª Gran fondo Colnago. Gli appassionati hanno sfidato le ascese piacentine sotto una pioggia incessante e su fondi stradali in cattive condizioni. Ben gestita l'area Expo e molti gli uomini sui percorsi

servizio speciale e foto di Gabriele Pezzaglia

PIACENZA - Pioggia battente. Per tutto il giorno, senza respiro e senza tregua. In questo scenario non tipicamente estivo, è andata in scena la settima edizione della Granfondo Colnago, ultima prova della Coppa Piemonte. Quasi 4.000 gli iscritti, e praticamente tutti si sono presentati al via, nonostante le nubi minacciose e la pioggerellina che iniziava a battere sull'asfalto e sui nervi dei corridori. La Colnago è ormai divenuta un appuntamento tradizionale delle granfondo, una classica, vista la solerte e minuziosa organizazione. Belli i percorsi, suggestive le ascese, ottima l'organizzazione presso l'area di Piacenza Expo.
STRADE DISASTRATE AMMINISTRAZIONE SOTTO ACCUSA
Tuttavia le strade, in particolare le salite, non hanno passato l'esame. Non in pochi, e non solo i corridori di prima fascia che sono i più esigenti, si sono lamentati per le strade soventi dissestate. A tratti sembrava una gara off-road, per la pioggia incessante, per il fango, ma anche per i tratti in ghiaia e per le buche. Poca cosa se si contano i metri totali in cui la strada non era in buona condizione, ma metri che potevano essere fatali. Sarebbe da chiedere alle amministrazioni locali il perchè, e non basta l'organizzazione così precisa da mettere uomini, oltre che i cartelli, a segnalare i problemi sul percorso.
TRE PERCORSI PER TUTTE LE GAMBE Dicevamo tre i percorsi per la settima Colnago. Il marathon di 156 chilometri con 2.700 metri di dislivello, il medio di 125 con 1.700 metri e il cicloturistico di 70 con un dislivello pari a 600 metri. Pronti via, dopo circa 30 chilometri dalla partenza, si prosegue per Agazzano, e quindi per Piozzano. In questo tratto non mancano i primi assaggi di salita che hanno contribuito a spezzare il gruppo.
Passato l’abitato di Piozzano si comincia a fare sul serio e dopo pochi chilometri ecco la frazione di S. Gabriele. Ora si sale progressivamente verso Groppo Arcelli, la salita inizia progressivamente e culmina con alcuni strappi che arrivano anche al 14% per poi immettersi sulla splendida strada panoramica che porta al Passo Caldarola. Si ritorna in Val Trebbia, a Mezzano Scotti. Poi il gruppo arriva a Perino, dove c'è il bivio per il medio e il lungo. O meglio, dove dovrebbe esserci la deviazione, visto che dopo i primi del marathon, l'organizzazione ha ordinato di indirizzare tutti i corridori sul medio fondo per le avverse condizioni meteo.
UN'IMPRESA DAL SAPORE EPICO
Dunque tantissimi i cicloamatori che hanno attaccato le ascese piacentine e soprattutto hanno lottato per resistere. Guerrieri fradici, inzuppati di acqua e melma, stremati dalle salite e dal vento, ma senza mollare, desistere, abbandonare questa grande sfida. C'è anche un sapore eroico in questa settima Colnago. Lo abbiamo visto nei tanti appassionati che come sempre lottano contro se stessi, senza fare la gara su qualcuno o qualcosa. Lo abbiamo visto un'altra volta in più, nelle facce grondanti e affaticate, che per tutto il giorno non hanno mai visto la luce del sole. Fra i momenti topici della corsa l'ascesa al Passo Santa Barbara, la salita per antonomasia della corsa. Diciotto chilometri di ascesa sotto il diluvio. Pedalabile all'inizio, poi tratti costanti al 10%, punte al 14%. Salita che varia, e che fa ancora più male se arriva dopo 80 chilometri e viene presa a tutta sotto la tempesta d'acqua.
UN PO' DI CRONACA...
E' in questo tratto iniziale di salita che si è decisa la corsa: si è composto il terzetto che poi in volata verso l'Expo si giocherà la vittoria. Davanti ci sono Corradini e Bertuola, e c'è anche Beconcini. Dietro si fatica a recuperare. Commovente l'azione dei Maggi che tenta di recuperare e aiutare Beconcini, che poi finirà secondo dietro a Corradini, stretto dalla morsa della "tenaglia" Viner. L'inseguimento continua, ma non ci sarà nulla da fare.
Ci proverà Cavalli con un altro Viner, Ciavatti, ci provano Falzarano e Miorin, ma niente. Davanti si vola e i corridori dopo l' ascesa verso Passo Cerro, 13 chilometri al 5% di media, e quella finale di Bagnolo, si lanciano a tutta nei dieci chilometri finali. Corradini allunga ai "meno 2", e andrà a vincere. Beconcini fa secondo regolando il volata Bertuola.
I MIGLIORI
Lungo maschile: 1° Corradini Antonio (Viner Factory Team Nautilus) 4 ore 28'10"; 2° Beconcini Andrea (Team Maggi FRW) 4 ore 28'26"; 3° Bertuola Alessandro (Viner Factory Team Nautilus) 4 ore 28'27". Lungo femminile: 1ª Rinaldi Ilaria (Parkpre Giordana) 5 ore 03'45"; 2ª Bandini Monica (Tubozeta MG K VIS Somec) 5 ore 04'14"; 3ª Prati Maria Cristina (Cicli Matteoni FRW) 5 ore 05' 42". Medio maschile: 1° Bruschi Mirko (Team Pulinet) 3 ore 17'52"; 2° Anelli Luca (Frecce Rosse Rowabike) 3 ore 17'53"; 3° Sala Stefano (Team Carimate Kuota) 3 ore 17'53". Medio femminile: 1ª Montaldo Paola (Alba Bike Team) 3 ore 22'22"; 2ª Gazzini Serena (L'Arcobaleno Carraro Team) 3 ore 31'57"; 3ª Palombo Raffaella (Team Cinelli Glass'ngo) 3 ore 29'28".