22 Settembre 2011

Benvenuti al Sud, in tandem!

Il cicloviaggio di Marinella, Filippo e "piripicchio" (il loro tandem). Un'esperienza da ripetere, aperta a tutti. E intanto facciamoci guidare da loro alla scoperta della Murgia


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Marinella, Filippo e "piripicchio". Chi sono? I primi due appartengono al popolo dei cicloturisti, 29 anni lei, 34 lui, entrambi con la passione per la bici e la loro terra, la Murgia. Vanno in bici e fanno pedalare gli altri tra le meraviglie del parco pugliese.

Piripicchio è il loro tandem. Un mezzo che richiede una perfetta affinità di coppia. Spiegano: «Nessuno dei due può fermarsi e bisogna andare all'unisono». La fatica raddoppia, invece di dimezzarsi: in salita per il peso e in curva o nelle discese per la difficoltà di guida. Ma Filippo è un ciclo-meccanico esperto e la voglia di partire all'avventura è grande. Quattro freni invece di due, una tenda per dormire e l'idea che frulla in testa: un viaggio in bici, partendo da casa, direzione: il Sud Italia.

Un giorno d'agosto, chiuso il loro ciclonoleggio gratuito con cui offrono bici ed escursioni a quanti vogliono scoprire la bellezza della Murgia, Filippo Tito e Marinella Bozzetti fanno "trucco e parrucco al tandem" e partono. Destinazione: isole Eolie.

Così, in sella a "piripicchio", si fanno notare per le strade del "regno delle due Sicilie", come ribattezzano il loro viaggio-sfida, da Trani fino in Sicilia, da Levante a Ponente, passando per la natura selvaggia della Basilicata e la costa tirrenica della Calabria.

 

La bici è pesantissima, attrezzata con borse laterali e un carrellino posteriore stipato di tenda, sacchi a pelo e altri bagagli. Ma con il giusto spirito e una lunga esperienza in cicloviaggi, superano tutte le difficoltà, soprattutto la fatica delle salite, il grande caldo e qualche imprevisto come la rottura del perno del mozzo posteriore.

Il loro raid è descritto in un blog con una sfilza di foto eloquenti, che immortalano gioie, scoperte e... crisi di stanchezza o di disidratazione. Come sugli 11 chilometri di rampe per Tricarico o nella tappa di 97 chilometri per arrivare a Noto.

Le emozioni però sono grandi. Sulla strada per Maratea, per esempio, trovano un itinerario "fighissimo", pieno di paesaggi mozzafiato. Racconta Marinella: «La strada è tra le più belle di tutte le tappe».

Una volta arrivati nella splendida Tropea, il cambio di programma. «Poiché ci avrebbero impedito di portare il nostro super tandem piripicchio sulla nave diretta alle isole Eolie, abbiamo deciso di modificare il nostro itinerario e puntare verso la parte più profonda della Sicilia, per continuare a pedalare per quei lidi».

La bellezza di Noto è insuperabile e ripaga Marinella, meno allenata di Filippo, della grande stanchezza accumulata. Racconta lui: «Il barocco siciliano della città, illuminata con maestria, ci ha stregati. Sembra che in questa piccola città si siano concentrati gli sforzi creativi di tutti gli artisti del periodo barocco, anche le viuzze più piccole nascondono maestosi palazzi nobiliari con facciate finemente decorate con fregi ispirati a figure antropomorfe e a tematiche naturalistiche, un vero e proprio " giardino di pietra". Ci siamo fatti una pesantissima (ma buonissima) pizza alla parmigiana, con tanto di melanzane fritte! E poi ci siamo girati la città vecchia prima di andare a dormire. La mattina dopo siamo partiti per la pedalata di 19 chilometri in salita, destinazione Cavagrande, uno dei canyon più profondi d'Europa. Sul fondo il torrente che vi scorre forma dei laghetti naturali da eden, è possibile tuffarsi in un'acqua dolce fresca, ma non ghiacciata, insomma la situazione ideale».

Da Siracusa, Marinella e Filippo prendono il primo di una lunga serie di treni regionali che li riportano a casa, non prima di un'altra puntata in bici a Reggio Calabria. Di questa tappa raccontano: «Sulla costa calabra troviamo tutte le contraddizioni del territorio, bellezze naturalistiche a pochi chilometri nell'interno (come l'Aspromonte), un mare bellissimo, assenza quasi totale di zone industriali ma nello stesso tempo: urbanizzazione selvaggia, strade  ominciate e mai finite, assenza quasi totale di una pianificazione nello sviluppo. Ma chi ama questi posti perché c'è nato, lotta ogni giorno per non abbandonarli e gli si legge negli occhi la voglia di "raccontartelo", il piacere di ospitarti e l'orgoglio di mostrarti i frutti del proprio lavoro».

 

Il diario di viaggio on line, aggiornato tappa dopo tappa, è un'ottima traccia per chi volesse ripercorrere le loro orme oppure accompagnarli il prossimo anno quando torneranno a pedalare sulle strade del Sud.

Filippo e Marinella si dicono "felicemente sopravvissuti e già pronti a programmare la prossima avventura, possibilmente da condividere con quante più persone possibili".

Spiega Filippo: «Ripensiamo spesso con nostalgia a tutte le persone incontrate in questo viaggio, ai paesaggi, a quelle montagne che vedevamo dal basso davanti alle quali Marinella spesso diceva "non è possibile che dobbiamo arrivare lassù", e dopo qualche ora sorrideva nel guardare in basso. Abbiamo raccolto anche molte idee, spunti ed emozioni che ci aiutano adesso a progettare e sperimentare ciclo-escursioni nella nostra Murgia».

Filippo e Marinella sono impegnati tutto l'anno in attività a favore della sostenibilità, della mobilità dolce, del vivere in armonia col proprio territorio e rispettarlo.

Attraverso l'associazione culturale Ra-Dici lavorano per il turismo sostenibile e con il loro ciclonoleggio (gratuito grazie al finanziamento della regione Puglia) organizzano visite guidate nel Parco dell'Alta Murgia, in bici ma non solo, per scuole (fantastico l'aiuto che offrono ai gruppi di studenti all'avanguardia) o per cicloturisti curiosi.

Filippo, tanto per avere un'idea, ha mappato 350 chilometri di percorsi ciclabili nel territorio ed è guida ambientale.

Spiega: «La nostra associazione nasce dalla vittoria del concorso regionale "Principi Attivi nuove idee per una Puglia Migliore", con il Progetto CicloMurgia che si propone di valorizzare il patrimonio naturalistico e culturale dell'Alta Murgia attraverso la promozione e la gestione di servizi per il cicloturista. Abbiamo ideato dieci percorsi cicloturistici nei territori del Parco Nazionale dell'Alta Murgia e vogliamo creare una rete tra gli imprenditori locali e un "Marchio di Qualità" dei servizi offerti al cicloturista. Una delle finalità della nostra associazione è quella di far riscoprire, ai nostri soci e a chi partecipa alle iniziative il legame tra noi e la nostra "madre terra". Per questo le nostre esperienze si basano sull'Essenzialità, la Condivisione, l'elogio della Lentezza».

L'occasione è da non perdere. Se vi trovate a passare dalle loro parti, andateli a trovare. Saranno felici di portarvi alla scoperta della loro terra, di mettervi a disposizione le loro bici e di raccontarvi la loro missione: «Un vivere più dolce è possibile e noi cerchiamo di dimostrarlo ogni giorno».

 

INFO

www.ciclomurgia.com