27 Settembre 2011

Il convegno di ARL a Padova

Il nostro sito ha organizzato in occasione della ExpoBici un incontro su alcune tematiche legate al cicloturismo. Ne è uscito il quadro di un settore in crescita ma che ha bisogno ancora di molti interventi e attenzioni politiche


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PADOVA - "Lo sviluppo del cicloturismo, una opportunità per la crescita di un territorio"  è stato questo il tema affrontato nell'incontro organizzato da Aruotalibera.it nell'ambito del Salone di Padova.
Il convegno ha visto la presenza di Vittorio Anastasia, responsabile di Ediciclo e Ciclomundi, Sauro Scagliarini, giornalista, titolare di agenzia di stampa ed esperto di cicloturismo e outdoor, Andrea Trivellato, formatore di guide mountain bike  ed esperto di accompagnamento nonché presidente di Ami Bike Maestri, Michele Mutterle, responsabile area cicloturismo della Fiab, Rodolfo Massi, ex professionista ciclismo strada, costruttore telai con San Patrignano e accompagnatore cicloturistico, Franco Rivola, albergatore, creatore di consorzio Bike Hotels in Romagna, consulente della società d’area Terre di Faenza e referente del Progetto Cycler per la provincia di Ravenna, Claudio Ucci, direttore consorzio Abruzzo Travelling, direttore club di prodotto consorzio Abruzzo Bike Hotels, Freddy Mair, titolare del Tour Operator specializzato
Funactive Tour, Giancarlo Brocci, esperto di ciclismo e cicloturismo, ideatore e organizzatore de L'Eroica, organizzatore del Girobio. A introdurre i temi e a moderare il dibattito è stato Fabrizio Lodi, direttore della rivista on line ARL.
Quattro principalmente gli argomenti toccati, ecco, in sintesi, come sono stati
affrontati nel corso dell'interessante dibattito.

Lo sviluppo del cicloturismo, una opportunità per la crescita di un territorio
Intercettare il consumatore che vive la vacanza all’interno di un contesto di “pratica”
significa oggi costruire soluzioni originali di promozione, sviluppo e marketing, dove sarà premiante la qualità dell’offerta generale e le diverse e particolari eccellenze dei singoli attori.
Un esempio da seguire potrebbe quello indicato da alcuni operatori della montagna "bianca" con lo sviluppo dei "parchi tematici" sull'Abetone, in Emilia Romagna, o in Val d'Aosta per quel che riguarda il free-style e lo snowboard.
La tecnologia poi offre oggi grandi possibilità solo in parte esplorate, applicazioni come Google Maps o a strumenti come il Gps permettono di segnalare con precisione quasi assoluta percorsi permanenti per chi va in bici caratterizzandoli in rapporto alle varie capacità ed esigenze.
Un altro spiraglio interessante è l'avvento di ebike sempre più sofisticate apre la porta per esempio al grande pubblico femminile o in ogni caso a chi vuole avere il piacere di fare attività sportiva dolcemente senza doversi sottoporre agli agli allenamenti che l'andare in bici di solito presuppone.
Vittorio Anastasia: «Sì, il cicloturismo è un fenomeno che ha grandi prospettive di ulteriore crescita anche come "volano" del territorio. In realtà le cose da fare sono semplici e chiare ma non potranno essere sviluppate adeguatamente se non si pensa in maniera di "sistema", se si continuano a costruire, spendendo a volte cifre folli, solo "pezzi" di piste senza pensare al cicloturismo appunto come un sistema di reti integrato anche con altri mezzi di trasporto (treno, metro, autobus...) sarà difficile far decollare questo settore nel modo in cui è avvenuto in Nord Europa».
Sauro Scagliarini: «L'esempio de "L'Eroica" è la testimonianza più chiara di del fatto che investire poi sul cicloturismo rappresenti un modo di valorizzare un territorio in modo non solo dedicato a chi va normalmente in bici. Non per niente il ciclismo rappresenta uno degli sport che danno maggiore visibilità agli sponsor di qualsiasi settore essi siano. Insomma sostenere il cicloturismo ha una valenza assolutamente a 360° che permette di travalicare il semplice ambito ludico-sportivo arrivando a interessare tanti livelli di comunicazione e quindi di pubblico».

Il cicloturismo e lo sviluppo sostenibile che determina tale movimento
Per cogliere l’attenzione del consumatore legato ai temi dell’ambiente, delle attività “dolci” a basso impatto ambientale per la mobilità sostenibile, occorre operare sulla pratica, orientando tutte le strategie secondo la filiera consumatore/praticante, territorio/attività.
Al riguardo molto interessante lo sviluppo della filosofia "slow": quella che porta ad esempio ad unire la riscoperta dell'enogastronomia delle microaree coniugandola con escursioni sui pedali. Stessa cosa per quanto concerne attività di scoperta naturalistica pensiamo ad esempio al birdwatching che trova nella bicicletta il mezzo di trasporto per vocazione.
In definitiva la crescita della presenza del consumatore/praticante sul proprio territorio è il termometro più efficace del grado di sviluppo sostenibile che esso ha raggiunto.
Giancarlo Brocci: «Con il progetto delle tutela e valorizzazione delle "strade bianche" nella provincia di Siena e con il consolidamento a livello direi mondiale de "L'Eroica" si è capito proprio quanto sia stretto il rapporto cicloturismo-qualità e sviluppo sostenibile del territorio. Ora che un evento come la nostra gran fondo genera visibilità e indotti molto interessanti sono tutti filo-cicloturismo ma vi assicuro che all'inizio per far capire questo alle amministrazioni locali è stato davvero molto molto difficile».
Rodolfo Massi: «Come accompagnatore cicloturistico in Toscana mi rendo conto di una costante, seppur lenta, crescita delle presenze, qualche cosa si è fatto perlomeno nella nostra regione dal punto di vista delle infrastrutture ma i margini sono ancora ampi. Soprattutto bisogna cercare di far capire ai vari enti locali e agli operatori turistici che non siamo in presenza del turista "sfigato" che va in bici perché non ha soldi, anzi al contrario si tratta spesso di un turismo colto e di classi medio elevate che hanno un ottimo potere di spesa».
Franco Rivola: «Piano piano anche nel nostro territorio faentino, che non ha le stesse ricchezze magari della Toscana, stiamo comunque riuscendo a valorizzare quello che abbiamo, stiamo intercettando il turismo in bici che viene dal Nord Europa.
«Ma non è stato facile - continua Rivola - far capire questa opportunità a chi opera nel settore turismo, ora la crescita comincia ad esserci e trovare servizi dedicati nei vari alberghi è diventato più frequente. Ci si sta rendendo conto che il cicloturismo permette un ottimo indotto per quel che riguarda la vendita dei prodotti tipici, il numero di pernotti, l'enogastronomia, la vendita stessa di biciclette e componenti italiani. Per questo abbiamo creato una sorta di networck, di circuito che permette a chi viene a pedalare da noi di scoprire tutti gli ambiti di cui prima...».

Cicloguida: motore di passioni, che fa crescere un turismo dolce e strumento di conoscenza delle eccellenze di un territorio
La guida cicloturistica è oggi una figura ormai consolidata di operatore del turismo en plein air, riconosciuta ed utilizzata dal mercato, pur con norme e procedure ancora troppo eterogenee.
Essa unisce le specializzazioni del tecnico del ciclismo con la conoscenza del territorio, per offrire un servizio completo a gruppi o singoli che vogliono durante le proprie vacanze continuare la pratica, sportiva o di mobilità bike, ed è uno dei perni della costruzione delle nuove ed originali soluzioni di promozione, sviluppo e marketing per un segmento “cicloturismo” del mercato turistico (e non solo).
Si tratta però di una figura ancora non chiaramente inquadrata dal punto di vista burocratico-normativo...
Andrea Trivellato: «Purtroppo sì siamo un po' nel mezzo di un guado: da un lato molti di noi hanno fatto corsi di ben 300 ore sul campo diventando guide e acquisendo un know-how importante, dall'altro avremmo bisogno di una certezza giuridico-burocratica che possa permetterci di poter trasformare questa attività in una professione, in un lavoro che possa dare delle certezze e non solo in un'attività da svolgere come secondo lavoro, part time».
Michele Mutterle: «Il problema è esattamente quello evidenziato da Trivellato, quello di inquadrare e dare dignità giuridica a questa figura che per esempio è stata fondamentale nel disegnare i percorsi presentati dalla Regione Veneto proprio a Padova. Rappresentano una figura fondamentale per noi della Fiab. Purtroppo in genere il cicloturismo sviene snobbato, al massimo i politici si limitano a presentarsi quando bisogna mostrare alla stampa la realizzazione di qualche tratto di pista ciclabile.
«Eppure - spiega Mutterle - si tratta di un formidabile moltiplicatore degli investimenti: la pista ciclabile più famosa d'Europa, quella che corre lungo il Danubio, è costata circa 200 milioni di euro, ebbene ogni anno rende dal punto di vista turistico e di indotto la stessa identica cifra che è costata: 200 milioni di euro!».

La comunicazione, lo strumento di visibilità e di conoscenza del prodotto cicloturistico
Intercettare il consumatore/praticante è il primo obiettivo di una strategia che promuove l’attività sul territorio e le eccellenze dell’offerta.
Il praticante deve trovare condivisione ed empatia tra la propria passione e le proposte che il territorio gli offre attraverso le proprie infrastrutture (gli itinerari, i percorsi, gli hotel "dedicati"...), i prodotti ed i servizi degli attori economici che vi operano.
Un costante feedback con il praticante diventa quindi strategico e primario per il monitoraggio e la “customer satisfaction” delle azioni e dei risultati attesi.
Claudio Ucci: «Anche per noi in Abruzzo creare una filosofia di accoglienza dedicata al cicloturista non è stato semplice ma poi quando si è capito che questo turismo poteva garantire l'allungamento della stagione di altri due o tre mesi... Penso però che a questo punto sia necessario fermarsi anche a riflettere, alla voglia di allargare la cerchia degli alberghi dedicati a chi pedala.
«Nel cicloturismo il "passa parola" è molto importante, se per arrivare in una città della Puglia o della Sicilia sono stato inseguito da cani randagi (problema molto forte nel Sud Italia, ndr) e ho attraversato discariche abusive e paesaggi massacrati dall'abusivismo edilizio, per quanto quella meta possa essere bella il racconto del viaggio rappresenterà un autogoal per il nostro settore. Insomma
dobbiamo assolutamente far prevalere la qualità dell'offerta anche a scapito della quantità».