16 Novembre 2011

Globetrotter in bici: 11 eroi

Hanno lasciato tutto per andare all'avventura e pedalare nei 5 continenti. Chi sono? Perché l'hanno fatto? Ecco 11 ritratti, dai pionieri ai globetrotter ancora in marcia


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Chi sono i giramondo in bici? Quelli che abbandonano tutto per partire all'avventura e attraversare ogni angolo del pianeta spingendo sui pedali? Visionari, sognatori, temerari. Li possiamo considerare gli eroi dei nostri tempi. O per dirla alla Roberto Benigni, i "poeti del vivere" che catturano emozioni al ritmo lento dei pedali. Capaci di inseguire un sogno con coraggio, alla ricerca di sé e degli altri, sul filo dei chilometri macinati con la sola forza delle gambe.

Ecco alcuni degli avventurieri in bici che hanno rigato (o stanno attraversando) con le due ruote il pianeta. Piccoli ritratti per guardare a orizzonti e scelte di vita coraggiose.

 

Daisuke Nakanishi

E' Il ragazzo giapponese che nel 1998 ha inforcato la bici e ha girato il mondo a ogni latitudine per 11 anni, prima di fare ritorno a casa.

Daisuke ha viaggiato per oltre 100.000 chilometri, usando come carburante soltanto la sua energia. Ha visitato quasi cento Stati dei cinque continenti, sempre sulla stessa bicicletta, nominato cittadino onorario in numerose città.

A lui si è ispirato il cantautore Roberto Ruggeri che gli ha dedicato la canzone "Io e la mia bici".

Racconta: «Un giorno sfogliando il giornale lessi la storia di Daisuke, che aveva deciso di lasciare tutto e partire in bici. Anche la musica è così, molli tutto e vai. Ho deciso di scrivere una canzone su di lui, sulla sua storia... ed è nata "Io e la mia bici". Poi siamo entrati in contatto, è nata un'amicizia e all'improvviso il mio brano ha attraversato l'emisfero, fino a raggiungere il Giappone».

Con la sua canzone Roberto Ruggeri ha fatto il giro del mondo, attraverso il passaparola di internet e youtube. Oggi è contenuta nell'album "Non mi lamento" ed è interpretata in un videoclip da un altro avventuriero su due ruote, Gabriele Saluci, appena tornato dal raid in Mtb Torino-Islanda, come ha anche raccontato Aruotalibera.

 

David Barreiro Larrosa 

Trent'anni, spagnolo di Sabadell, a trenta chilometri da Barcelona, è un cicloviaggiatore che ha sempre amato andare all'avventura, spinto dall'allergia verso la monotonia e la vita facile.

Racconta: «Negli ultimi mesi la mia vita è stata piena di contrasti. Sono arrivato in Australia, dopo aver pedalato da casa attraverso tutta l'Asia, prendendo un volo dall'isola di Bali. Dall'Australia sono volato in Thailandia e poi sono arrivato in Nepal per passare un po' di tempo in attesa di raggiungere la Danimarca dove ho trovato lavoro, per guadagnare e proseguire poi nel mio viaggio».

Questi i piani per il futuro: «Dopo la Danimarca, punto all'Italia per poi andare in Spagna a salutare la famiglia e trasferirmi in Alaska. Da lì volerò in Australia per proseguire il viaggio che ho iniziato da quasi due anni. Le prossime tappe saranno la Nuova Zelanda e quindi il Sud America».

 

Luigi Masetti, Thomas Stevens e Annie "Londonderry" Kopchovsky

Sono i pionieri di fine Ottocento del giro del mondo in bicicletta.

Il primo è un poeta del viaggio, eroe del fango e della polvere, un ciclista che riuniva le folle al suo passaggio. "L'anarchico delle due ruote", come lo definì il Corriere della Sera, è il primo cicloviaggiatore italiano del quale si abbia memoria. Pioniere dei viaggi avventurosi e protagonista di grandi imprese, nel 1893 Masetti compie il raid Milano-Londra-Chicago-Londra-Milano in bicicletta. Il resoconto del viaggio di 7.000 chilometri viene pubblicato a puntate sulle pagine del Corriere della Sera e un suo lungo ritratto appare sulla rivista del Touring Club Italiano. Dal Polesine, dove nasce nel 1864 e trascorre la prima giovinezza, Masetti si trasferisce a Milano e da qui esplora il mondo di fine Ottocento dalla sella della bici. Attraversa Stati Uniti, Francia, Spagna, Germania, Russia, Medio Oriente; incontra e conosce il presidente degli Stati Uniti e conversa amabilmente con Tolstoj. Di lui scompaiono tracce e testimonianze nei primi anni del Novecento. Nel 2008 per Ediciclo Luigi Rossi racconta la storia di questo affascinante personaggio. Il libro s'intitola per l'appunto L'anarchico delle due ruote ed è stato pubblicato da Edizioni Ediciclo.

 

Thomas Stevens, secondo le cronache è stato il primo in assoluto a compiere il giro del mondo sui pedali.

Alle 8 di mattina del 22 aprile 1884, lascia la sua casa di San Francisco in sella ad una Penny Farthing con un fagotto sul manubrio che contiene una mantella antipioggia, una camicia, dei calzini e una pistola. Si dirige verso est e arriva a Boston 103 giorni dopo. Da qui si imbarca per l'Inghilterra, poi Francia, Germania, Austria, Ungheria e poi giù pedalando fino a Costantinopoli per continuare attraverso l'Anatolia, Iraq, Iran e qui trascorrere l'inverno ospite dello scià.

Rientra a San Francisco nel gennaio del 1887 dopo essersi lasciato alle spalle anche India, Cina e Giappone. In tutto 22 mila chilometri.

 

Annie è invece la prima tra le donne a mollare tutto, anche la famiglia, per scoprire il mondo dal sellino.

Ebrea lettone di 23 anni, immigrata negli Stati Uniti, madre di tre figli, il 25 luglio 1894 parte dal Massachussets su una bicicletta Columbia per ritornare 15 mesi dopo, a testa alta, dopo aver vinto la scommessa che l'ha spinta a partire: due facoltosi signori di Boston sostenevano in pubblico che mai nessuna donna sarebbe riuscita ad eguagliare o migliorare l'impresa compiuta da Stevens solo 10 anni prima. I due avevano messo in palio un'ingente somma di denaro per qualunque esponente del gentil sesso disposta a raccogliere la sfida.

Annie risponde all'appello e, per l'occasione, impara ad andare in bici. Lasciate a casa gonne lunghe e corsetti, parte portando con sé un cambio di biancheria e una pistola. Arriva fino in Cina, passando per Parigi, Gerusalemme, Singapore.

Al suo ritorno in patria diventa il simbolo dell'emancipazione femminile. La sua storia è raccontata in un libro pubblicato anche in italiano da Elliot Editore: "La straordinaria avventura di una donna alla conquista della libertà».

 

 

Claude Marthaler

E' una delle ultime star del viaggio in bici. Svizzero di nascita, grande narratore delle sue imprese vive dei suoi viaggi, scrivendo libri e presentando eventi a tema.

Ha realizzato il giro del mondo in bicicletta dal 1994 al 2001, 122.000 chilometri in 60 Paesi, raccontato nel libro Il canto delle ruote edito da Ediciclo. Suo anche il volume "Lo zen e l'arte di andare in bicicletta. La vita e altre forature di un nomade a pedali", edito sempre da Ediciclo.

Spiega: "Il mio viaggio è forse semplicemente un parto folle, felice e simbolico, il più grande tour che un bambino possa sognare."

Claude oggi non ha più una casa dove tornare, vive sulla sua bicicletta e attraversa i continenti facendo del viaggio il suo stile di vita quotidiano. Non sceglie strade facili, si mescola alla gente che incontra, trasforma gli anni che passano in avventura, filosofia, ricerca continua di se stesso e del mondo. Dalie Ande a! Tibet, dalla Siberia all'Africa, dall'India alla Cina, dall'Europa all'Alaska fino ai 6000 metri del campo base dell'Himalaya; il suo infinito andare in bicicletta, il suo talento per la scrittura e la fotografia lo rendono protagonista nel panorama dei grandi viaggiatori.

 

Gli altri italiani

Valentino Rolando e Adriano Sada

Sono due amici torinesi che nel settembre 1956 partono con biciclette e carrellini puntando ad est. Superano i Balcani, il Medio Oriente e poi tutta l'Asia, attraversano gli Stati Uniti e fanno ritorno a Torino nell'inverno del 1958. Nelle gambe hanno 27.936 chilometri suddivisi in 300 tappe, 27 mesi e 8 milioni di pedalate. La loro esperienza è raccontata nel libro: Due biciclette intorno al mondo - Da Torino a Torino 1956 -58. Riassumono l'essenza del viaggio in poche parole: "Non andiamo solo a vedere dei posti, andiamo a vedere noi".

 

Franco Monnet

Questo italiano, in solitaria, ha attraversato il pianeta dal luglio del 2000 fino al maggio del 2002. Giornalista e scrittore, ha raccontato la sua impresa nel libro "Il giro del mondo in bicicletta". Il diario di viaggio è anche uno spettacolo teatrale in cui Monnet fa entrare il pubblico nella sua avventura, rievocando paesi e culture con la magia di una pedalata che si srotola sullo schermo, in una giostra di immagini e di musiche etniche. 

 

Claudio Del Grande

Ligure di Albisola, in provincia di Savona, è il protagonista di un giro del mondo in bici, dal 2003 al 2005, costellato di imprevisti e disavventure (arrestato in Pakistan, ammalato di malaria in Tanzania). Sul suo sito web, Muzungu, c'è il diario di viaggio. Da non perdere

 

Massimiliano Felici

Piemontese di Cuneo, 36 anni, si è lanciato a marzo in un giro del mondo in bici che è ancora in corso. E' possibile seguirlo in viaggio attraverso il suo blog che aggiorna quando può: adesso si trova in Sudafrica.