05 Luglio 2012

La Maratona del Sorriso

ll classico appuntamento dolomitico questa volta era dedicato al sorriso, al contatto umano. In 9.000 da 50 nazioni di tutto il mondo hanno pedalato sui passi della leggenda liberati dalle auto


SERVIZIO SPECIALE DI GABRIELE PEZZAGLIA

CORVARA - È stata la Maratona del sorriso. La Maratona del contatto umano. La Maratona della dolcezza. Ecco la
Maratona dles Dolimites per dirla con il patron Michil Costa, che ha scelto "sorriso'" come il simbolo di questa 26ª edizione. Ma è stata, come sempre invece, anche la Maratona della sofferenza, tuttavia cercata quindi piacevole, del sudore, della fatica.
All'alba pronti via, con il solito calore umano, e questa volta anche con un insolito caldo estivo. Oltre 9.000 gli appassionati in griglia, con addirittura 50 nazionalità rappresentate. Più di 29.000 le richieste. Tre i percorsi per la gran fondo per antonomasia: 55 chilometri il Sella Ronda, 106 chilometri il medio ed il marathon con 138 chilometri . Dislivelli da paura, con il medio si sono percorsi 3.090 metri, oltre 4.000 con il lungo.
I mitici "quattro passi" per tutti: Campolongo, Pordoi, Sella e Gardena, poi per il medio ancora Campolongo, Falzarego e Valparola, quindi per chi si è cimentato nei 138 chilometri anche il Giau. Si pedala nella leggenda, nella bellezza delle Dolomiti, patrimonio dell'umanità, sempre in salita, sulle ascese che hanno fatto la storia del ciclismo. Ovviamente con i passi rigorosamente chiusi al traffico.
Di tutto e di più in griglia: dai campioni più prestigiosi delle granfondo, ai vip, agli ex pro', ad atleti di altre discipline sportive, e poi alla moltitudine di ciclisti, ognuno con il proprio livello, il proprio "motore", con le proprie ambizioni, e chilometri di dislivello nelle gambe, ognuno con il suo Pordoi.
Dopo la prima salita per lo più interlocutoria, il Campolongo alla volta di Arabba, la seconda scalata verso il Pordoi è un po' un esame, un test sulle condizioni. Capisci come sta la gamba, dove puoi arrivare, orientarti sul tempo, regolarti giù su quante calorie dovrai assumere. Si è davvero in gara insomma.
Sorriso e dolore, la miscela della Maratona dles Dolomites. Sorriso perchè il palcoscenico naturale è davvero unico, l'entusiasmo è contagioso, la voglia di sfidarsi incredibile, ma allo stesso tempo dolore perchè le gambe e a volte anche la testa fanno male. Corto, medio e lungo: per tutti è un impegno condiviso, una fatica gioiosa, una lotta per concludere un'impresa.
Il più veloce nel marathon è stato Jamie Burrow, che corre ora nei Vigili del Fuoco di Genova, ed ha concluso con un eccezionale 4 ore 38'24". E' il secondo successo per Burrow, che si era imposto già nel 2009. Sul podio in seconda piazza Luigi Salimbeni, Olympia Cycling Team con 4 ore 38'24", terzo il francese Michel Snel del Veltec Team, formazione della belga Edit Van Den Branden che per il secondo anno si aggiudica il lungo e chiude in 5 ore 18'39".
Nel medio ecco Roberto Napolitano, Cinelli Glass'go in 3 ore 30'01" e Astrid Schartmueller, Lamcart in 3 ore 58'41".
Nel Sella Ronda i vincitori invece sono Massimo Sargenti, Tree-Team in 1 ora 53'04" e Debora Agreiter, Rodes Val Badia che ha portato a termine la corsa in 2 ore 11'11".
Questi i "re", i padroni assoluti, gli eroi di questa impresa. Tuttavia tutti sono i vincitori. Te ne accorgi in griglia a La Villa, sui Gpm e soprattutto all'arrivo a Corvara. Si, nella finish area si respira felicità, ma soprattutto consapevolezza di aver fatto un'impresa, c'è una serenità contagiosa.
E cosa è la serenità? Michil Costa: «Serenità come sorridere. Il sorriso è diverso dalla risata vera e propria. Significa nella maggior parte dei casi, essere sereni». Sorriso almeno per un giorno: per i corridori, al traguardo tutti tanti "Barrow", per i volontari, anima insostituibili di questa grande evento, per i tanti fruitori delle iniziative di solidarietà della Maratona, che ha da sempre un risvolto solidaristico.