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 - 15 Settembre 2011

Vuoi il concerto? Pedala!

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Ci hanno abituato a idee strabilianti i Têtes de Bois, la band romana di folk rock che canta storie di lavoro, poesia e bicicletta. Ma l'ultima le supera tutte. E' il primo eco-concerto sulla bicicletta alimentato a pedali.

Come funziona? Più di 100 biciclette, azionate da altrettanti spettatori-volontari scelti nel pubblico, saranno collegate a un generatore di corrente e forniranno i 10 kilowatt necessari a far funzionare il palco, alimentando luci e amplificatori.

L'energia elettrica dello spettacolo è dunque sprigionta dai 128 pedalatori, in qualche caso alternandosi o sostituendosi al volo in modo che non si possa mai perdere ritmo ed energia, per tutta la durata dello spettacolo, muovendosi su delle biciclette o cyclette posizionate sui rulli (simili a quelli che i ciclisti usano per allenarsi a casa) che caricano delle dinamo. L'idea (la produzione di energia necessaria per sostenere un intero spettacolo dal vivo con musica, attori, disegnatori e proiezioni) è unica: il progetto del palco a pedali porta la firma dell'ingegner Gino Sebastianelli, la realizzazione è della Just in Time di Mauro Diazzi, il finanziamento di 100 mila euro arriva dall'Assessorato alle infrastrutture Strategiche e Mobilità della Regione Puglia.

Questa sera a Bari e domani, 16 settembre, a Roma (a San Lorenzo, in piazza dei Sanniti), va in scena una prima mondiale.

L'invito è lanciato a grandi e piccini: partecipare con la propria bici (da agganciare allo speciale cavalletto collegato alla dinamo), pedalando per tutta la durata del concerto. Un "viaggio" musicale, con tanto di manubri e pedali, tra immagini, canzoni, versi e racconti dedicati alla bicicletta.

 

Chi conosce i Tetes de Bois sa che la band non è nuova a idee e trovate eco-sostenibili, la maggior parte nel segno della bicicletta. Il gruppo musicale esordisce nel 1992 suonando a Campo de' Fiori a bordo di un vecchio camioncino, rosso fiammante, comprato da un rigattiere e diventato per l'occasione un palco ambulante.

Sono in sei: voce, contrabbasso, piano e fisarmonica, chitarra e percussioni. Sei compagni di viaggio che raccontano di periferie e concerti fatti su scale mobili nei sotterranei delle metropolitane, spostandosi da Berlino a Parigi. Nel 2009 firmano "I Riciclisti", romanzo sulla bici del cantante della band Andrea Sattam accompagnato da un cd. Classificati al secondo posto nella categoria "miglior disco assoluto" al Premio Tenco 2010, nel video di "Alfonsina e la bici", canzone di apertura del nuovo album, coinvolgono l'astrofisica Margherita Hack.

L'ultimo cd s'intitola "Goodbike" e sarà l'omaggio alla bici che i Têtes de Bois offriranno sul palco a pedali.

Quello che si dice un concerto a "impatto zero". Questa sera l'appuntamento è a Bari Porto - Banchina 10: il concerto a pedali "Goodbike" è inserito nel programma Crea-Attiva-Mente, tra le iniziative previste dall'assessore Minervini per la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile (in collaborazione con il collettivo "Post_la fabbrica della creatività" che ha disegnato una "città dei pedali", immagine delle politiche di sostenibilità del territorio). "Pugli(a)pedali energia, musica e creatività a ciclo continuo" è il titolo dell'evento pugliese di questa sera.

La data romana del "Palco a pedali" è invece finanziata dall'Assessorato alla cultura della Provincia di Roma. La convocazione per il pubblico pedalante è alle 19, per gli altri il concerto inizia alle 21.

La sala Vittorio Arrigoni, ex Cinema Palazzo, prepara, in contemporanea all'evento, una giornata dedicata alla bicicletta. Dalle 16 ci sarà il workshop delle ciclofficine romane all'interno della sala e ciclomostre.

Sarà anche realizzato un film, con la regia di Agostino Ferrente. Il premiato autore del docu-film "L'Orchestra di Piazza Vittorio" e collaboratore a tutti gli effetti del "Palco a Pedali", sta riprendendo le fasi di realizzazione del progetto, sin dalla fase di ideazione, per realizzare l'opera "Film a Pedali", prodotta da una cordata di giovani produttori

 

Qui di seguito pubblichiamo invece due brani della band per raccontare il loro amore per la bici.

Il primo accompagna il romanzo "I riciclisti" (edizioni Ediciclo, pagg. 160, euro 16. Il libro è venduto insieme a un cd con 4 ciclo-brani: uno, "Le bal des cols", musica un testo del grande Gianni Mura). Racconta «la bici degli eroi, della fatica, quella delle montagne, degli orizzonti aperti, dell'attesa, quella del business e delle carovane pubblicitarie, la bicicletta partigiana, la bicicletta contadina, la bicicletta della povertà, degli extracomunitari che tornano di notte, ubriachi e senza luci sulle strade statali, la bicicletta delle belle ragazze vestite leggere e degli amori a primavera, la bicicletta alla radio e alla tv, la prima volta della bicicletta senza rotelle che da sempre lega in un momento unico padri e figli».

Il secondo inno alla bici è tratto dallo spettacolo Goodbike, in scena sul Palco a pedali: «La bici è leggera e trasparente. La bici è un triangolo e due cerchi. Una catena e un manubrio e due pedali e il resto sei tu che sopra ti ci muovi. La bici ha la velocità giusta. La bici è popolare. La bici non è tifo, è passione, scendere e salire. _La bici ecologica e rivoluzionaria: non inquina, arriva dappertutto, è facile ed economica da riparare, risolve il problema del traffico e nell'uso quotidiano impone un certo ritmo di vita. La bici al mare, la bici per andare a lavorare, la bici in città per girare, la bici su una curva per aspettare ancora un corridore. La bici delle infinite storie, dei cronisti che volano con la fantasia, delle telecamere che ti raccontano il mondo a casa tua. La bicicletta ha messo insieme gli italiani, li ha uniti perché li ha resi rivali, Girardengo e Belloni, Binda e Guerra, Coppi e Bartali, Gimondi e Motta, Moser e Saronni e tutti a leggere nella stessa lingua l'italiano il giorno dopo, sullo stesso giornale che svolazza. L'Italia che si univa nel pensiero della corsa era lontana anche due notti di treno, eppure tutti, presenti e lettori, erano su quel tornante ad aspettare qualcuno che poteva arrivare. I preti in bici, le mondine in bici, le partigiane in bici, le maestre, le guardie e i ladri, i banditi e i campioni, gli operai, gli avvocati e i farmacisti, i pompieri, i bersaglieri, le ragazze innamorate, i fornai, i bagnini, i ragazzi e i bambini... I bambini che imparano ad andare in bicicletta: via le rotelle! E' quando arriva l'equilibrio nuovo, il secondo e ultimo dopo il camminare... Chi non ricorda quel momento? Papà che ti tiene per il sellino un attimo ancora e poi via da solo! Oltre il ponte c'è il mondo, un mondo fuori controllo lontano dagli occhi. Solo, all'improvviso».

 

 

INFO

www.tetesdebois.it

www.myspace.com/tetesdebois.it