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Impariamo a valutarci prima delle gare (20/07/2007)

testo Alberto Budini


Nel lungo percorso che porta alle gare, arrivati a questo punto della stagione è naturale iniziare a porsi delle domande. Sono passati alcuni mesi dallo svolgimento dei primi test dai quali sono stati estratti i valori allenanti di riferimento. In questo lasso di tempo gli allenamenti sono stati intensi, e seppur con qualche contrattempo dovuto alle cattive condizioni climatiche, e forse a qualche malanno di stagione, la condizione atletica dovrebbe essere decisamente migliore rispetto all’inizio. Probabilmente la “gamba” non sarà delle migliori a causa anche dei duri allenamenti in palestra, che abbinati ai carichi sulla strada hanno reso pesanti e imbastiti i muscoli. Ma il cuore sembra ora rispondere sempre meglio e la sensazione che si percepisce durante le uscite in compagnia è quella che le frequenze cardiache allenanti siano cambiate. Ecco ora nasce la necessità di rifare i test atletici che erano stati effettuati ad inizio stagione.
Per una corretta individuazione delle proprie capacità aerobiche e per delineare il valore di soglia anaerobica è indicato un test massimale incrementale come per esempio il protocollo Conconi individuato dall’omonimo professore il quale mette in relazione la frequenza cardiaca e il lavoro svolto. Attraverso questo test, che si esegue con la propria bicicletta su di un ciclosimulatore, è possibile individuare le caratteristiche del proprio motore ed il limite del “fuorigiri” ossia la soglia anaerobica. Per valutare la potenza a breve termine sono sufficienti dai 10 ai 15 secondi tempo necessari a percorrere 250 metri nel minor tempo possibile. Questo test permette di valutare la massima espressione della potenza muscolare indipendentemente dalle qualità cardiocircolatorie. Il test prevede di iniziare la prova ad una velocità predeterminata (tra i 23 e i 25 chilometri orari) per poi sviluppare la massima velocità possibile fino al superamento del 250° metro.
Per poter effettuare il confronto più efficacemente possibile, dovrebbero essere svolti nelle medesime condizioni di quelli eseguiti i mesi precedenti, per quanto riguarda luogo, temperatura, orari e se possibile stress e stanchezza. In effetti, i test non sono altro che una fotografia a qualche cosa, la condizione atletica, che non è mai stabile e fissa, ma anzi è in continuo cambiamento. Ecco perché è necessario rifare questa foto periodicamente; così facendo si tengono costantemente aggiornati i carichi allenanti.
Con la stagione agonistica così lunga, non è più sufficiente fare una serie di test l’anno. A febbraio le condizioni atletiche saranno notevolmente cambiate rispetto a novembre, e in estate, ci sarà un ulteriore cambiamento, dovuto ai continui allenamenti, alle gare effettuate, ma anche alla stanchezza che progressivamente andrà ad accumularsi. Così, facendo test con una certa regolarità, ogni tre o quattro mesi, non si corre il rischio di effettuare allenamenti troppo blandi o troppo intensi, ma con le FC aggiornate si possono eseguire tutto l’anno allenamenti dell’intensità proporzionata alla condizione atletica.
Effettuare test atletici prima delle competizioni, invece, non serve per trovare le frequenze cardiache adatte per questo appuntamento. Infatti, durante la gara tutti parametri cardiaci, causa lo stress, sono normalmente modificati e spostati verso l’alto di 10-15 battiti. Il risultato è che se durante la gara si controlla la FC probabilmente si arriverà al traguardo con il freno a mano tirato.
Quindi fotografando più spesso le nostre condizioni atletiche, potremo sicuramente disperdere meno energie, migliorare la qualità degli allenamenti, e di conseguenza faticare meno e divertirci di più. Non male, sembra proprio un buon affare.