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Il massaggio defaticante: un fondamentale alleato per recuperare (12/05/2008)

Testo: Luca Bartoli

Gli effetti della massoterapia a livello muscolare sono diretti e importanti per chi fa ciclismo e sport in generale: svelenimento dei cataboliti e dell’acido lattico intramuscolare prodotti dalla combustione e fatica organica, Ma ha anche effetti indiretti: stimolazione nervosa contrattile e vasodilatazione arteriolare con aumento dell’osmosi nutritiva. In pratica si asportano sostanze tossiche per via venosa-linfatica e si richiama sangue ricco di sostanze nutritive per via arteriosa.

Non ci stancheremo mai di sottolineare come un buon recupero dopo uno sforzo atletico è parte integrante dell’allenamento, e proprio per questo motivo anche il massaggio muscolare sportivo è un fondamentale elemento per ottimizzare il ripristino della condizione. In molte riviste di settore, ma anche in quelle di altre discipline sportive, si tende ad esaltare le metodiche di allenamento concentrando l’attenzione sulla durata e l’intensità dei carichi di lavoro, senza porre mai l’accento su quanto sia importante un recupero adeguato all’intensità dell’allenamento svolto.
Recuperare significa ripristinare una condizione biochimica e cardiocircolatoria tale da essere in grado di ripetere la medesima performance attraverso la stessa risposta organica.
Se si volesse fare un distinguo del recupero, lo si può suddividere in due differenti settori: un recupero prevalentemente cardiocircolatorio dove il ripristino della condizione riguarda l’annullamento del debito di ossigeno contratto durante un esercizio intenso; un recupero prevalentemente muscolare dove si tende a riequilibrare uno stato biochimico ottimale eliminando le tossine prodotte e riportando la concentrazione ottimale di tutti i componenti, come il glicogeno, all’interno delle fibre muscolari.

Debito di ossigeno: L’inizio dell’attività motoria corrisponde ad un immediato incremento delle richieste energetiche. Tuttavia la catena enzimatica respiratoria ha dei tempi di latenza prima della sua attivazione e non è pronta a fronteggiare le richieste. Quindi in prima istanza sono i meccanismi anaerobico alattacido e anaerobico lattacido a produrre energia senza l’utilizzo dell’ossigeno. Al termine della prova il consumo di ossigeno rimane alto per ripianare il debito contratto.

E’ proprio in questa seconda fase del recupero che il massaggio trova una valida applicazione. Il massaggio può produrre differenti effetti sull’atleta che possono essere riassunti come segue:
1) effetti calmanti o sedativi da manualità che influenzano a livello cutaneo le fibre nervose sensoriali periferiche, dette esterocettive;

Fibre nervose sensoriali esterocettive: sono le fibre nervose che captano le sensazioni provenienti dalla cute.

2) attivazione della circolazione del piano medio-connettivale con effetto diretto di deplezione venoso-linfatica e drenante-defaticante, per asportazione della linfa stagnante;

Il tessuto connettivo è un particolare tipo di tessuto delle forme viventi superiori che provvede al collegamento, sostegno e nutrimento dei tessuti dei vari organi.

Deplezione: termine in uso in medicina per indicare la diminuzione della quantità di liquido.

3) scollamento delle briglie fibrosiche densificate con la ritenzione idrogassosa del sottocute profondo;

4) drenaggio dei piani muscolari per espellere dal loro grembo i liquidi stagnanti pregni delle sostanze di rifiuto dalla combustione organica(scorie cataboliche, acido lattico, ecc.) come massaggio disintossicante.

Catabolismo: fase del metabolismo, nell’ambito della quale si attua la demolizione delle sostanze introdotte nell’organismo a scopo alimentare.

In primo luogo il massaggio fatto per mano di un abile fisioterapista ha un effetto analgesico sulla percezione della fatica e su eventuali dolori muscolari riportati dopo un allenamento intenso o una gara. L’attività sedativa del massaggio, ed in particolare della manovra di sfioramento, nasce da un meccanismo di feed back fisiologico che il corpo umano attua a difesa della propria salute.
La tecnica del massaggio di sfioramento ha un effetto di attivazione dei nervi sensitivi, strutture nervose addette alla percezione e trasmissione degli stimoli tattili.
Come la corrente variabile prodotta da un elettrostimolatore ha un effetto analgesico, in riferimento alla “gate theory”, ovvero controllo a cancello, formulata da Melzock e Wall nel 1965, anche lo sfioramento stimola in un modo equivalente la via nervosa afferente.

Via nervosa afferente: via nervosa che trasmette l’impulso dalla periferia verso il sistema nervoso centrale.

Questa teoria suppone che, sia la via nervosa della sensibilità tattile che quella della sensibilità dolorifica, seguano lo stesso percorso per condurre gli stimoli al cervello, una volta giunte a livello spinale. Sulla base di questo assunto si pensò di elevare gli stimoli tattili a scapito di quelli dolorifici, in modo da impegnare in gran misura la via comune. Il fenomeno del “gate control” si attua grazie alla presenza di un interneurone inibitorio, che si trova tra i neuroni afferenti primari e quello spinale. I segnali dolorifici e quelli tattili agiscono sull’interneurone in maniera contraria, i primi ne inibiscono l’attività mentre i secondi esercitano un’azione eccitatoria. Se quindi si agisce con stimoli tattili, eccitando ripetutamente l’interneurone, si produce un’inibizione pre-sinaptica sulle afferenze nocicettive al neurone spinale, chiudendo quindi “il cancello” a tali informazioni dirette al cervello, ottenendo così una diminuzione della percezione del dolore.
Il massaggio ha anche un effetto meccanico drenante sul sistema linfatico e su quello venoso, facilitando il riattivarsi della circolazione, operazione fondamentale per favorire l’afflusso di sangue e conseguentemente l’apporto di sostanze nutritive al muscolo stesso. L’azione drenante viene effettuata da una operazione meccanica di spremitura effettuata dalle mani dell’operatore seguendo la direzione di flusso delle vie linfatiche e venose. Inoltre la riattivazione della circolazione permette di drenare le sostanze tossiche e di residuo dei processi biochimici muscolari inviandole attraverso il circolo nelle aree deputate al loro smaltimento o alla loro riconversione, come ad esempio accade per l’acido lattico muscolare, residuo del meccanismo anaerobico di produzione dell’energia per la contrazione muscolare.
Per questi motivi sosteniamo che il massaggio sportivo non è solo un vezzo per pochi professionisti ma un vero e proprio strumento di allenamento specialmente per chi, come la maggior parte degli amatori, disponendo di poco tempo, deve sfruttare al massimo le poche occasioni per allenarsi bene ed in perfetta forma fisica.