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LA GEOMETRIA DEL TELAIO (06/10/2006)

a cura di Valerio Milani
Presidente Associazione operatori Cicli - Moto

Sono molteplici gli apparecchi e le metodologie da utilizzare per rilevare la corretta misurazione del telaio. Ho scoperto da un collega, Massimo Calcaterra del negozio Doctor Bike di Boffalora Sopra Ticino in provincia di Milano, che la sua sede operativa è stata potenziata con un servizio di bio-meccanica, sempre nella logica accontentare anche il ciclista più esigente. Analizziamo in sintesi la novità.
Sovente la posizione in bicicletta ci porta ad una chiusura degli spazi o al contrario ad un’eccessiva distensione delle fasce muscolari. Occorre eliminare le tensioni per ottenere una libertà maggiore di movimento sulla bicicletta, mezzo che già di per se induce ad una posizione piuttosto rigida, in quanto il corpo è vincolato nei suoi tre principali punti di appoggio: pedali, sella e manubrio. L'obiettivo primario sarà, pertanto, quello di pedalare il più possibile comodo in sella, evitando che tendini e muscoli si infiammino e indolenziscano a causa di posture innaturali.
Per non parlare del blocco alla respirazione nella posizione abbassta, sulla bici da strada. Questo problema, che è particolarmente sentito da chi accusa qualche chilo di troppo localizzato sul ventre, produce un affaticamento nella respirazione. Chi ne soffre tenderà ad evitare questa interessante posizione, che se ben impostata riduce il carico di lavoro della schiena, oltre a migliorare l'aerodinamica.
Fatte queste premesse, prendiamo le misure antropometriche per determinare in linea di massima il telaio che il ciclista dovrebbe utilizzare. Successivamente, con l’atleta in sella su di un apposito attrezzo che simula tutte le geometrie della bicicletta, si inizia il test vero e proprio effettuando gli spostamenti necessari.
Se la persona possiede già un telaio proprio da adattare, si procede alla seguente maniera. Come base di partenza riportiamo fedelmente sull’attrezzo (in foto) le misure del telaio in oggetto, tenendo conto di lunghezza, altezza, angolo piantone, reggisella, arretramento sella e angolo della forcella. Servirà un po’ di tempo se si procede in manuera scrupolosa, ma la precisione di questo passaggio sarà fondamentale per un buon risultato finale.
L’atleta comincia ora a pedalare e, dopo essersi scaldato, simula vari tipi di andamenti velocistici, prova gli eventuali spostamenti determinati da valutazioni personali o delle misurazioni che il biomeccanico e confronta dopo aver rilevato con l’ausilio di computer, cardiofrequenzimetro o altri strumenti. Nel caso volessimo verificare numericamente i dati riguardanti la potenza espressa esiste una apposita pedaliera (SRM system).
Eseguiamo tutte le variazioni che riteniamo opportune e via via ripetiamo il test esattamente come in precedenza annotando gli eventuali miglioramenti o peggioramenti.
Proprio per la complessità dei vari parametri, le variabili sono molte. A volte, con atleti professionisti o "molto pignoli" è indispensabile ripetere i test anche per alcuni giorni prima di decidere le misure ottimali. Certamente con gli strumenti attuali possiamo davvero raggiungere il massimo risultato.
Negli ultimi anni sono spuntati molti altri centri specializzati in tutta Italia, che rilasciano schede personali costantemente aggiornate. Sono certo che tra non molto, acquisendo esperienza e capacità, diverranno insostituibili e potranno utilmente affiancare, oltre che semplificare, l'opera dei meccanici. Per ora non vi nascondo che la mancanca di normativa e il proliferare di centri improvvisati, ha fatto sì che alcune persone siano rimaste deluse. Ben vengano allora la professionalità e l'esperienza acquisite sul campo dai meccanici specialisti di biciclette, in aiuto degli appassionati.