Le 30 primavere del GS Dosi-Nordipol Imola (19/12/2008)
A cura di Alain Leverrier
C'era una volta, molto tempo fa, una mezza dozzina di “ragazzi”, che amava ritrovarsi e divertirsi insieme. In sei, così, avevano tutto quel che serve per fare una squadra di calcetto. Ma ecco, erano dei ciclisti, avevano delle ruote di bicicletta al posto degli occhiali. Fondarono quindi, trent'anni fa, una squadra ciclistica: il Gruppo Cicli Dosi di Imola.
Era il 1978; in quegli antichi tempi erano ben pochi i gruppi ciclistici a Imola: tre. O forse quattro (oggi sono 38), ma sapete com'è, ognuno tiene alla sua specificità e alle sue convinzioni. Le loro erano piuttosto agonistiche (erano ancora giovani). Dunque, intorno al Presidente si ritrovarono Walter Dosi sponsor della prima ora (insieme alla Mobili Pini & C), Claudio Malmesi, futuro decano della squadra, Bruno Balducci, Battista Pirazzoli e Giorgio Salieri , partito in fuga troppo presto.
La prima maglia era tricolore (bianca-rossa e blu), copia conforme della maglia di Campione di Francia di Bernard Hinault, che Walter Dosi aveva incontrato e dal quale era stato fortemente impressionato. Walter fece anche avere a Benard Hinault una foto del gruppo in maglia di campioni di Francia e Hinault gliela rimandò con dedica.
La maglia si modificherà spesso in funzione delle mode e dei tempi ma il tricolore (alla francese) tornerà e resterà l'emblema del gruppo. Vedremo un po' più avanti come un altro francese e bretone del gruppo Dosi si impadronirà della maglia tricolore italiana. Giusto equilibrio.
W IL PRESIDENTE
Dal momento della sua nascita, il gruppo Dosi non ha cessato di crescere. Intanto era arrivato, nel 1980, Giuseppe Emiliani, pedalatore di grande qualità, di grande coraggio e di grande temperamento (6 volte campione d'Italia dei Giudici). Un anno più tardi, Emiliani ne era già il presidente e lo sarebbe restato per più di vent'anni, prima di passare il testimone ai più giovani e diventare « Presidente onorario a vita ». Attualmente, dopo un anno di interim assicurato da Auro Andreani, è Massimo Zanoni che riempie «alla grande» le funzioni presidenziali.
Il mondo cambia e così il ciclismo. Diventa più esacerbato, più pericoloso. La circolazione è più che raddoppiata. Basta coi caschi di cuoio inefficienti, basta con le uscite a tre o quattro in linea. Il ciclismo diventa più che mai scuola di educazione e tolleranza. Emiliani vigila sull’entrata dei nuovi pedalatori ed eventuali collaboratori. Presto arriva Oliano Pirazzini, instancabile locomotiva che tira il gruppo e il collo a tutti da quasi 25 anni, poi Giulano Collina, futuro segretario, poi Marino Minoccheri, futuro tesoriere, Giordano Benini, detto Marlon, il ciclo-nottambulo, che rientra a casa quando gli altri partono, poi tanti altri (mi scuso ma non posso nominarli tutti), poi le donne: Viviana Varani, prima donna del Gruppo Dosi, pioniera in questa disciplina fino ad allora riservata agli uomini e apripista per Patrizia Righini, Caterina Berardi, Alis Marabini, Ida Argelli, Silvia Dongellini, Marion, Tiziana Coccioni, Lucia Lazzari, Linda Marone e Amanda Righini, lampo fuggitivo.
GRAN FONDO E RADUNI
Le forze si distribuiscono e si raggruppano secondo le affinità. I fondatori hanno rinunciato alle corse in circuito e optato per il cicloturismo. I più agguerriti, i più atletici, i più temerari o i più incoscienti se le danno nelle gran fondo, come Daniele Dell’Aglio, Daniele Simoni, William Salvini, Emanuele Montefiori, Domenico Bandini, Eros Baruzzi, Nicola Menetti, Fabio Fasoli, Claudio Casadio, Tiziana Coccioni e la strabiliante Alis Marabini, approdata al ciclismo dopo i cinquant’anni, che ha appena ottenuto per la terza volta il titolo delle « ladies » al Campionato Italiano di Carpi e il Prestigio; Giovanni Caneda, grande appassionato di randoneè basti pensare all’ultima che a portato a termine la 1001 miglia.
Come dimenticare il francese Alain Leverrier - detto Lo Straniero - , che ha strappato per la seconda volta consecutiva, in barba ai campanilisti, la maglia di Campione Italiano di Granfondismo UISP insieme al suo terzo Prestigio, ed Eros Baruzzi, che con discrezione, ha colto il suo secondo Prestigio. Senza dimenticare i ben 25 Dosi-Nordpol che hanno concluso quest’anno il Circuito Romagnolo (cinque prove).
Coloro che non hanno mai avuto lo spirito agonistico, si rallegrano degli innumerevoli raduni perché questi, come i gruppi di nuova costituzione, si sono moltiplicati (80 in programma, quest’anno). È il vero «spirito di gruppo» ed è d’altronde il numero di partecipazioni a questi raduni che determina la classifica annuale del club: il vincitore di quest’anno è : 1° Claudio Albertazzi 2° Giuseppe Emiliani, 3° Giuseppe Mazzini.
Nel panorama ciclistico i raduni sono (quasi sempre) delle meraviglie di organizzazione e di autofinanziamento, nonostante i pantagruelici rifornimenti, linfa vitale per un movimento che quello delle Leghe Ciclismo UISP Imola, Faenza, Lugo, non ha eguali ne in campo nazionale ne internazionale.
Il Gruppo Dosi-Nordpol non è da meno poiché quest’anno, aiutato dal sole, ha battuto il suo record assoluto di iscrizioni: 1752 in marzo per il Raduno Cicli Dosi e 1265 in settembre per il raduno Gelateria Nordpol, record per il club ma anche per la Lega UISP d’Imola. Delle vere feste del ciclismo in cui qualcuno passa più tempo al banco per abbuffarsi di crostate che a pedalare.
L.L.L.L » ou « P.P.P.P.
C’è anche il gruppo dissidente dei « L.L.L.L » o « P.P.P.P.» (« lenti, lenti, lenti… » o « piano, piano, piano », si aggiunge una « L » o una « P » ogni anno che passa) riunito attorno all’inossidabile Claudio Malmesi (84 anni, se non ci nasconde nulla) e che si offre delle Gite di una settimana dalle parti del Conero o in Toscana, girando ogni giorno se il tempo lo permette, « Sun’piov’ ». Scortano Malmesi i valorosi Gardenghi Giuseppe il farmacista, Giuseppe Mantellini il dentista, Cantalupo Giorgio dirigente d’azienda e Lanzoni Enzo orefice.
La grandezza del gruppo Dosi è permettere a tutti e a ciascuno di praticare il suo sport e la sua passione come vuole o come può.
IL CICLETTARIO
Il mago di questa coabitazione è indiscutibilmente Giuliano Collina che, arrivato alla Dosi verso il 1985 ne sarà acclamato segretario, « Il ciclettario » : talmente dedito al gruppo, talmente preoccupato della felicità degli altri che dimentica a volte di pedalare, di dormire e anche di mangiare quando è lui, insieme a Gianni Barbieri, altro grande fattore di armonia e benessere, a preparare la cena per i suoi 80 o 100 ospiti sempre affamati.
Perché è soprattutto a tavola che tutti si ritrovano e vanno alla stessa velocità. Invece il «ciclettario » non dimentica mai, salvo crisi gravissima, di dare il colpo di telefono che bisogna dare, di fare il gesto che bisogna fare, di contraccambiare quando occorre, di prestare di più di quanto si può rendere… Tutto ciò perché lo si aspetti quando si sente « Vecchio e stanco » ? Un modello, giustamente onorato, poiché ha ricevuto l’anno scorso il premio del CONI “Una vita per lo sport” « per la sua preziosa attività nella promozione della disciplina del ciclismo tra i più giovani. Collaborando con Cicl. Santerno giovanissimi, Giro pesche nettarine dilettanti, Coppa Placci Profesionisti e tante alre gare». Grazie per “i più giovani”. Il ciclettario è, bisogna dire, ben circondato, se non assecondato, da un consiglio tutto nella sua scia (si hanno gli amici che si meritano): Massimo Zanoni, Presidente, Gualtiero Pieri, Vice-Presidente (ciclista, accompagnatore e animatore di gite memorabili) Gianni Matteuzzi, nuovo tesoriere, Luigi Salvini, magazziniere,Gilberto Bandini, Alis Marabini, e Alain Leverrier, già citati, ai quali si aggiungono, oltre il Presidente Onorario, l’esperto legale William Salvini. Resta Denis Padovani che si occupa del sito www.gsdosi.it sul quale si possono trovare le « News », i video e le foto Umberto Lanzoni e Fabio Fasoli i numerosi articoli di Alain Leverrier consacrati dalla stampa locale e nazionale, alle attività del gruppo dal 1999.
ESCURSIONI
Già negli anni ottanta, accompagnato da Giorgio Salieri, Remo Vignali e Marco Salieri come autista lo stesso Collina aveva inaugurato la serie di lunghe gite un po’ folli del genere: partire alle tre del mattino in macchina per Milano, partecipare alla Milano-San Remo (più di 300 km) e rientrare la sera, diciamo la notte, a Imola.
In più del tradizionale GF Avis (una ventina di Dosi vi partecipa ogni anno, quest’anno si è aggiunta anche la GF sulle strade di Diego Ronchini 12 partecipanti), ci sono le gite di lungo corso, frutto dei sogni scintillanti dell’elettricista Marino Dongellini e realizzati ogni volta con un pugno di vittime: Collina, certamente, Domenico Bandini , Leverrier, ma anche, non siamo campanilisti, alcuni della Campanella Ronchini (Gino Martini, Mauro Tebaldi, Paolo Cannas): Imola-Mestre nel 2000, Imola-Roma nel 2001, Imola-Trieste nel 2003, Imola-Viareggio nel 2008. Il prossimo sogno è già fatto: riunire in un grande cerchio le quattro mete precedenti: Trieste-Mestre-Roma-Viareggio, in un senso o nell’altro.
Ci sono ancora le elaborazioni (elucubrazioni?) del segretario: Giro del Casentino, Giro dell’Abetone, Giro del Delta del Po, Medicina-Parma-Medicina (insieme al gruppo Medicina 1912), ecc. Dei percorsi sempre fantastici e delle belle giornate di distacco ad andatura moderata.
GITE
Dal 1994, il momento topico della vita sociale del gruppo resta quello della Gita, in generale quattro giorni in una regione di montagna: più spesso nelle insuperabili Dolomiti ma anche in Piemonte, Abruzzo, nelle Alpi Francesi. Si può dire che quasi tutte le grandi salite del Giro e del Tour sono state scalate (a parte quelle dei Pirenei, che fanno ancora sognare). Citiamo tra le più prestigiose: Fedaia, Gardena, Pordoi, Sella, S.Pellegrino, Valles, Rolle, Duran, Staulanza, Valparola, Giau, Falzarego, Tre croci, Tre cime di Lavaredo, Stelvio, Foscagno, Gavia, Nigra, Cimabanche, Misurina, Furcia, Prati di Tivo, Gran Sasso/Campo imperatore, Blockhaus, Resia, Fuorm, Lautaret, Alpe d’Huez, Agnello, Izoard, Galibier, Glandon, Granon, Vars, Croix de Fer, Télégraphe, Bernina, Mortirolo, Sampeyre, Fauniera,Lombarda etc. Quasi tutte in tutti i versanti e a più riprese (in amore non si fanno calcoli). Vuol dire che dal 1994, i più assidui hanno valicato, più o meno, cento colli di prima categoria durante queste gite che sono anche dei grandi momenti di convivialità, di scherzi, di risate e di grandi abbuffate. « Mangiano ! Mangiano ! », come diceva un ristoratore che alloggiava il gruppo durante una di quelle Gite. Il tutto documentato dalla penna di Alain Leverrier e dalle foto e video di Umberto Lanzoni.
COMPLEANNO
Tutte queste avventure (« Appena prendi la tua bici è un’avventura, piccola o grande, che comincia! ») portate gioiosamente a termine hanno finito per attirare un buon numero di aspiranti-avventurieri. Sono una sessantina i ciclisti (più famiglie ) tutti animati dalla stessa passione, dalla stessa fiamma, che si sono riuniti questa domenica all’Hotel Molino Rosso per soffiare allegramente e d’un sol fiato le trenta candeline del dolce « DOSI-NORDPOL ».
Poiché siamo al dessert, approfittiamone per ringraziare calorosamente quelli che, in maniera anonima e disinteressata permettono al gruppo Dosi di avanzare (queste infinite spintarelle salvatrici). Ringraziamo anche generosamente gli sponsor che hanno fedelmente e più che cordialmente accompagnato il gruppo lungo questo periplo, cominciando stavolta con la « Gelateria Nordpol » di Assirelli Luciano, che si è associata nel 1998 a Walter Dosi, immutabile sponsor dalle origini ai nostri giorni. Aggiungiamoci la sua squadra di dottori-in-biciclette: Giovanni Gallegati et Andrea Dosi, figlio d’arte. Arrivati più di recente ma con un bell’avvenire davanti: « Gli impianti Elettrici Domenico Bandini » e « La BCC credito cooperativo ravennate & imolese » tutti sinceramente o appassionatamente innamorati di ciclismo… Ecco l’essenziale! È l’amore, che rende le salite meno difficili. È come se avessimo il vento sulle spalle.
I migliori auguri a tutti per questi trent’anni, questi milioni di milioni di giri di pedale… Il fiato, è quel che auguriamo al gruppo DOSI-NORDPOL per i trent’anni a venire.
Buon vento!








